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giovedì 19 ottobre 2023

Python/Venv su Raspberry Pi OS

Come aggiornare:

 Home Assistant Core - come aggiornare

Python/Venv su Raspberry Pi OS Raspbian Logo

[ qui la guida d’installazione in questa modalità ]

Collegarsi via SSH (oppure utilizzando il terminale nell’ambiente desktop di Raspberry Pi OS) utilizzando l’utenza “pi“.

Prima di avviare l’update, verificare la versione in uso (e magari segnarsela):

sudo -u homeassistant -H -s
source /srv/homeassistant/bin/activate
hass --version
exit

Successivamente, i comandi da eseguire per l’update all’ultima versione disponibile sono:

sudo systemctl stop home-assistant@homeassistant
sudo -u homeassistant -H -s
source /srv/homeassistant/bin/activate
pip3 install --upgrade homeassistant
exit
sudo systemctl start home-assistant@homeassistant
 
 
 

venerdì 29 settembre 2023

RaspberryPi 4 8gb - Redivivo - per Domare la casa

indomus.it 

Dopo il mio primo Articolo del 2014 che trattava della schedina Raspberry Pi B (primo modello) e dell'accensione di 3 led, oggi, torno alla carica con degli appunti su come usarla per Domotizzare la casa. 

C'e' da considerare che dopo 8 anni, ora mentre scrivo, viene venduta la versione "Raspeberry pi 4 con 8Gb di ram" e potenza di calcolo decine di volte quella della mia "Raspeberry pi 4 con 8Gb di ram"... e parecchi tutorial per la domotica usano quest'utltima versione. 

Prima di tutto, avevo perso qualsiasi ricordo delle credenziali di accesso a "Mirtillo" (il nome "Lampone" è troppo inflazionato :) ).
 

Cos’è WinSCP

WinSCP è un client grafico open source per Windows per SFTP e FTP. Supporta inoltre il protocollo legacy SCP. La sua funzione principale è quella di copiare in modo sicuro file tra un computer locale e uno remoto.

WinSCP

 SSH

SSH è un protocollo che permette di stabilire una sessione remota cifrata tramite interfaccia a riga di comando con un altro host di una rete informatica, nel nostro caso il Raspberry Pi. Si tratta della metodologia più applicata in fase di amministrazione del Raspberry Pi.
Quando si fa riferimento ad “eseguire un comando” su tale dispositivo, si fa riferimento a una connessione di questo tipo.


In caso il nostro computer utilizzi il sistema operativo Windows, per collegarsi via SSH al nostro Raspberry Pi è necessario scaricare un software gratuito specifico chiamato “PuTTY“.

Scaricare dunque PuTTY al sito
greenend.org.uk cercando il link di putty.exe alla
voce For Windows on Intel x86.

putty

In caso invece la connessione vada a buon fine, la prima volta apparirà una schermata come segue:

putty 2
Cliccare su “Yes“.

 

VNC

VNC è un sistema che ci permette, a differenza di SSH, di collegarci all’ambiente grafico (desktop) offerto da Raspberry Pi come ci si trovasse fisicamente ad un monitor collegato ad esso.

Per collegarsi via VNC al nostro Raspberry Pi è necessario scaricare un software gratuito specifico chiamato “RealVNC“. Questo software, gratuito, è disponibile per svariati sistemi oltre gli scontati Windows, Apple macOS e Linux: sono infatti disponibili versioni per i dispositivi mobili (quindi Android e Apple iOS) oltre che per altri sistemi meno diffusi, come Sun Solaris e HP-UX.

“RealVNC” può essere scaricato gratuitamente dal sito realvnc.com.

Una volta scaricata la versione per il sistema d’interesse, eseguire VNC e inserire, alla voce “VNC Server” l’IP del Raspberry al quale collegarsi:

VNC

Dopodiché cliccare su “Connect”.


Prima dell’accensione

Prima di avviare il Raspberry Pi, è necessario “installare” il sistema operativo sulla microSD, la quale è il corrispettivo dell’Hard Disk in un comune personal computer. Tale sistema operativo è disponibile in molte declinazioni e personalizzazioni; su inDomus faremo spesso riferimento alla più classica, supportata e completa oggi disponibile, ovvero Raspberry Pi OS.
  • un computer (Windows, Apple o Linux);
  • l’immagine del sistema operativo da installare (Raspberry Pi OS o, come detto, altri)
  • la microSD e il relativo adattatore USB.
La procedura che andiamo a descrivere è valida sia per Raspberry Pi OS sia per ogni altro sistema operativo adatto a Raspberry.


Installare il sistema operativo

Per installare Raspberry Pi OS sul supporto microSD le procedure variano in base al computer a disposizione come supporto.

L’elenco completo di immagini di sistema operativo Raspberry Pi OS è disponibile qui (versioni 64bit, consigliate) e qui (32bit).

N.b. La presente guida descrive sì come installare e configurare Raspberry Pi OS, ma la procedura (almeno quella di installazione) è la medesima per qualsiasi altra distribuzione adatta a Raspberry Pi distribuita su immagine a singolo file.

L’opzione più semplice per installare un’immagine su una microSD è quella di utilizzare un semplice tool ad interfaccia grafica.

In questa guida prenderemo in considerazione l’uso di Raspberry Pi Imager, un tool per Windows, macOS e Ubuntu realizzato dalla Raspberry Foundation il quale è in grado di scaricare l’immagine da Internet (permettendo all’utente di scegliere tra varie distribuzioni oppure un’immagine ad hoc presente sul proprio computer) e poi di installarla sulla nostra microSD.

 

Avvio del tool

Saricare e installare il software Raspberry Pi Imager sul computer di supporto (clicca qui per scaricare la versione opportuna). Questa guida dà per assunto che la versione del tool sia almeno la 1.7.2 (uscita nell’aprile 2022).

Collegare la microSD al computer di supporto, dopodiché avviare Raspberry Pi Imager.


Installazione sistema operativo


Nella schermata iniziale del tool è possibile scegliere il sistema operativo (“Operating System“) da installare: scegliere la voce “Raspberry Pi OS (Other)” > “Raspberru Pi OS (64-bit)“. 

Selezionare poi la rotellina delle impostazioni:

Raspberry Pi Imager - Impostazioni

 I parametri che seguono sono quelli da noi consigliati:

  • Set hostname: raspberrypi
  • Enable SSH: Use password authentication
  • Set username e password:
    • Username: pi
    • Password: a propria scelta
  • Configure wireless LAN (per configurare la Wi-Fi)
    • SSID: il nome della propria Wi-Fi
    • Password: la password di accesso della Wi-Fi
    • Wireless LAN Country: IT
  • Set locale settings:
    • Time zone: Europe/Rome
    • Keyboard layout: IT

Cliccare poi sul bottone centrale, per scegliere su quale microSD/disco SSD andare a scrivere il sistema operativo.

Infine, cliccare su “Write” per scrivere il sistema operativo sullo storage.

ATTENZIONE: non interrompere il processo di verifica post-scrittura, come molti a volte fanno: al termine viene effettuato un processo necessario al boot, quindi interrompendo si crea un problema.

Attendere il completamento del task (può metterci anche fino a un’ora, in base alla velocità della connessione Internet – necessaria – e alla velocità di scrittura dati verso la microSD/disco SSD). Terminata la procedura sarà possibile scollegare la microSD/disco SSD e procedere oltre alla prima accensione.

 

Prima accensione

Inserita la microSD nell’apposito slot, è ora possibile accendere Raspberry Pi agendo sull’interruttore posto sul cavo di alimentazione o, in assenza, collegando l’alimentazione sull’unità stessa.
 

Sul monitor l’unità darà visibilità di una serie di attività automatiche di prima configurazione. Al termine, ci troveremo dentro un ambiente grafico desktop offerto da Raspberry Pi OS. Dopo l’avvio, Raspberry Pi OS vi chiederà di configurare alcuni aspetti della configurazione di base, quali la nazione di appartenenza, il fuso orario, la password amministrativa e l’accesso alla vostra rete Wi-Fi (a meno che ovviamente non si sia già provveduto a monte).


- se si è collegati con monitor e tastiera, basta aprire unafinestra di comando (programma "Terminal") e scrivere:
sudo ifconfig

ottenendo in risposta qualcosa del genere

L’IP assegnato in questa sessione sarà quello indicato alla destra della dicitura “inet addr

da cui si ricava l'indirizzo 192.168.1.120


Altre tecniche per scoprire l’IP del Raspberry sono disponibili qui.

- se invece Non si ha monitor e tastiera collegati, conviene collegarsi al router casalingo (solitamente tramite browser al 192.168.1.1) da cui si ricava l'ip del raspberry, e dove conviene, a questo punto, forzarlo a rimanere fisso nel tempo (ogni router ha le sue peculiarità...).

Nota: l’IP assegnato tende a cambiare nel tempo. Per non doverlo scoprire di volta in volta si consiglia caldamente di assegnare un IP statico al vostro Raspberry Pi. Per far ciò, si consiglia di consultare questa guida.

 

Primo aggiornamento

La prima cosa da fare è aggiornare il software. Per farlo, colleghiamoci via SSH al nostro Raspberry Pi ed eseguiamo i seguenti comandi:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade -y
sudo apt autoremove -y

una volta terminata la procedura automatica di aggiornamento, riavviare il Raspberry Pi con il comando:

sudo reboot

 

Advanced Options

Expand Filesystem

Questa opzione espanderà la tua installazione per riempire l'intera scheda SD, offrendoti più spazio da utilizzare per i file.
Sarà necessario riavviare il Raspberry Pi per renderlo disponibile.

 

File SWAP

Il cosiddetto “file di swap” è un file specifico utilizzato come “estensione” della memoria RAM presente sul computer, in questo caso specifico, sul Raspberry Pi. Tale file viene pre-allocato dal sistema operativo con una dimensione prefissata; noi consigliamo di ampliare questa dimensione per evitare eventuali problemi di spazio insufficiente di memoria (RAM+Swap) in futuro.

Per farlo, eseguire da terminale il seguente comando per fermare il servizio di swap:

sudo dphys-swapfile swapoff

dopodiché modificare il file di impostazione swap tramite il comando:

sudo nano /etc/dphys-swapfile

andando a modificare la chave “CONF_SWAPSIZE” come segue:

CONF_SWAPSIZE=1024

dopodiché uscire salvando (CTRL+X, y, invio) e infine riavviare il servizio di swap tramite il comando:

sudo dphys-swapfile swapon

Disabilitare il wizard

Alcuni utenti lamentano l’ascolto di un messaggio ripetitivo sull’uscita audio che, tramite una voce sintetizzata, dice “To install the screen reader press control alt space“. Si tratta dell’inutile wizard: per disabilitarlo, eseguire il comando:

sudo rm /etc/xdg/autostart/piwiz.desktop

e poi riavviare.

Keepalive

Per evitare che, in futuro, connessioni SSH possano cadere (“broken pipe”) per inattività, consigliamo la configurazione che segue.
Eseguire il seguente comando:

sudo nano /etc/ssh/sshd_config

posizionarsi in fondo al file e aggiungere:

ClientAliveInterval 300
ClientAliveCountMax 2

Uscire e salvare (CTRL+X, y, invio) e poi eseguire il seguente comando:

sudo nano /etc/ssh/ssh_config

e aggiungere in fondo (attenzione ai quattro spazi davanti):

    ServerAliveInterval 30

Uscire e salvare (CTRL+X, y, invio).
Infine, riavviare con un comando:

sudo reboot


giovedì 26 novembre 2020

Domotica accessibile dall'esterno della casa

 Gli spunti per questo articolo li ho presi sempre qui: indomus.it-collegarsi-da-remoto

Abbiamo due aspetti per poter accedere ad Home Assistand dall'esterno della nostra rete domestica :

1) riuscire ad arrivarci
2) fare in modo che l'accesso sia il piu protetto possibile 

Partiamo dal primo.

Avendo l'ADSL o fibra che sia, l'operatore telefonico potrebbe, e lo fà, a sua discrezione cabire l'indirizzo IP assegnato al router casalingo;
quindi quando navighiamo abbiamo di volta in volta indirizzi ip differenti. 

Per renderse conto basta travare un sito come https://www.mio-ip.eu che mostra l'indirizzo IP del proprio accesso ad internet.

Quando si naviga, poco male.. il problema è quando qualcuno (noi) dall'esterno vuole conttarci, ma noi abbiamo cambiamo "indirizzo" ... 

Scordiamoci di avere un ip Fisso (costa parecchio farselo assegnare fisso...), a noi basta che ci sia un sitema mnemonico per raggiungere la nostra Rete; per fare questo utilizzeremo Duck DNS https://www.duckdns.org

a cui dovremo accedere/registrarci e creare un nostro sottodominio (in questo caso ipotizziamo "casamia")

in modo da poter navigare ad un indirizzo del tipo

casamia.duckdns.org

All’interno della vostra sezione privata di DuckDNS troviamo anche un campo chiamato “token“ simile a questo:

e3ff465f-c6d6-acb1-4416-44b2af152111

 


Ora implementiamo su Home Assistant un elemento che, a fronte del cambiamento dell’IP Internet del proprio modem/router, comunichi tale variazione a DuckDNS, in modo da aggiornare la risoluzione dell’FQDN.

Per far questo è sufficiente aggiungere al file configuration.yaml di Home Assistant il seguente codice:

duckdns:

  domain: casamia

  access_token: il-tuo-token-duckdns

dove:

domain nome di dominio definito sul servizio DuckDNS (inteso come terzo livello, quindi nel caso sopra solo “casamia“)
access_token toker definito da DuckDNS

Una volta inserita questa configurazione e rilanciato Home Assistant, DuckDNS conoscerà l’IP del vostro modem/router ma questo solo in caso di riavvio di Home Assistant

sudo systemctl restart home-assistant@homeassistant


Quel che faremo ora è definire un processo automatico che, una volta ogni tot, invii la richiesta di (eventuale) aggiornamento verso DuckDNS. 

creeremo uno script ...

mkdir duckdns
cd duckdns
sudo nano duck.sh

inserendo la seguente stringa (tutto in una sola riga):

echo url="https://www.duckdns.org/update?domains=<tuo-dominio>&token=<tuo-token>&ip=" | curl -k -o ~/duckdns/duck.log -K -

dove (guardando immagine sopra di DuckDNS):

  • <tuo-dominio> è il nome del tuo dominio, inteso come terzo livello, quindi nel caso sopra solo "casamia";
  • <tuo-token> è il token assegnato al proprio dominio.

Una volta formattata opportunamente la stringa, è necessario copia-incollarla dentro l’editor.
Successivamente, salvare, uscire (CTRL+X, Y, Invio) e cambiare i permessi del file appena generato con:

sudo chmod 777 duck.sh

Per automatizzare, dovremo usare il contab, un servizio di sistema unix che esegue comandi secondo una certa logica temporale.
Lanciamo il crontab in edit usando come editor "nano".

export VISUAL=nano; crontab -e

andiamo in fondo al file che si apre, ed inseriamo la riga:

*/60 * * * * ~/duckdns/duck.sh >/dev/null 2>&1

che dice al crontab di eseguire lo script dai noi creato (duck.sh) ogni 60 minuti. Per maggiori dettagli riguardo alla sintassi di crontab consiglio il sito  https://crontab.guru

Infine dovremo far partire/installare il servizio di crontab:

sudo service cron start

Ora testiamo che l'aggiornamento dell'Ip pe ril nostro dominio funzioni correttamente:

./duck.sh
cat duck.log

Se apparirà “OK“, signfica che la comunicazione verso DuckDNS è stata effettuata e l’aggiornamento richiesto correttamente.

 

Attivare il port forwarding sul router

Per accedere, dalla rete esterna, al nostro Home Assistant è ora necessario configurare il router in modo che qualsiasi chiamata esterna verso la porta (8123, o altra) venga girata direttamente all’IP statico del Raspberry sulla porta 8123, ovvero quella di Home Assistant.

Per effettuare l’attività di configurazione del port forwarding si consiglia la lettura di questo articolo; i dati necessari applicando tale guida sono:

  • IP destinazione: IP statico del Raspberry Pi (assegnato in precedenza);
  • Porta esterna: 8123 (a meno che non vogliate usarne un’altra, è lo stesso);
  • Porta interna: 8123

 

 per la gestione della crittografia, rimando al prossimo articolo

mercoledì 18 novembre 2020

HACS ovvero "Home Assistant Community Store"

... proseguiamo ad installare altri componenti utili in seguito...

HACS
ovvero "Home Assistant Community Store"

 
HACS è un componente custom che permette di aggiungere all’interfaccia del frontend un "pannello di controllo" aggiuntivo utile a gestire (aggiornare, cancellare, configurare, rimuovere) alcune tipologie di elementi aggiuntivi non direttamente certificati dal team di sviluppo di "Home Assistance".



Come al solito, questo è il link da cui ho preso le info... e qui sotto la parte usata da me per installare Hacks su HOME ASSISTANT CORE Su Raspbian:

Ci si collega via SSH e si eseguono i seguenti comandi:

sudo install -g homeassistant -o homeassistant -d /home/homeassistant/.homeassistant/custom_components
git clone https://github.com/custom-components/hacs.git /tmp/hacs
sudo mv /tmp/hacs/custom_components/hacs /home/homeassistant/.homeassistant/custom_components/
sudo chown -R homeassistant:homeassistant /home/homeassistant/.homeassistant/custom_components/hacs
rm -rf /tmp/hacs

infine, effettuare un riavvio con:

sudo reboot

Prima di aggiungere l’integrazione “HACS” a Home Assistant è necessario procurarsi un Token fornito da GitHub.

Per ottenerlo, recarsi presso la sezione Token personali del proprio pannello utente presso GitHub e cliccare su “Generate New Token”.

Indicare “HACS” nel campo “Note” e, in fondo (senza cliccare altro), cliccare su “Generate Token”. Questo produrrà il proprio token d’accesso (e.g. “ee437a5186726118c799d124e04cecd962c965bb“) il quale andrà indicato in configurazione all’atto di configurare l’integrazione.

 

Per configurare HACS tramite interfaccia, prima svuotate la cache del browser e poi recarsi alla voce “Impostazioni” > “Integrazioni” e premere su “+“.

 Cercare “HACS”:

 

a questo punto si seleziona e si seguomno le istruzioni (a distanza di un mese sonocambiate... quindi non entrerei troppo nel dettaglio ora lasciando ad inDomus di togliere eventuali dubbi)

Qui posso dire solo che su Rapberry Pi [1] i riavvii e le installazioni sono particolarmente "lunghe" quindi potrebbe sembrare che si sia freezato qualcosa ... conviene aspettare fiduciosi a botte di quarti d'ora :')

 

giovedì 12 novembre 2020

RaspberryPi [1]- Redivivo - per Domare la casa

Dopo il mio primo Articolo del 2014 che trattava della schedina Raspberry Pi B (primo modello) e dell'accensione di 3 led, oggi, torno alla carica con degli appunti su come usarla per Domotizzare la casa. 

C'e' da considerare che dopo 6 anni, ora mentre scrivo, viene venduta la versione "Raspeberry pi 4 con 8Gb di ram" e potenza di calcolo decine di volte quella della mia "versione 1B con 512Mb di ram"... e parecchi tutorial per la domotica usano quest'utltima versione. 

Quest'anno durante il LockDown dovuto al covid-19 ho dovuto ripensare alla mia postazione di lavoro casalinga per lo "smartWork" che piu che "smart", almeno per me, è stato "Remoto" (non mi lamento, anzi "tanta roba" ad averlo avuto!) dicevo ripensando la postazione, incastrata in un angolo a 45° (si si 45 confermo, meta di un angolo retto!) di una stanza, sono riuscito a trovare spazio per portatile, 2o monitor, tastiera e mouse tradizionali, switch vari, cavi, matasse di cavi, ed un posticino per la schedina... 

Prima di tutto, avevo perso qualsiasi ricordo delle credenziali di accesso a "Mirtillo" (il nome "Lampone" è troppo inflazionato :) ).
Ma iniziamo con Ordine, per il me futuro che tornera qui a vedere cosa avevo fatto ;) ma che i realtà sto facendo ora.

Domotica questa sconosciuta

Diciamo che inizialmetne mi ero baloccato con Amazon-Alexa ed una lampadina Tp-link per fare una "sveglia con sole sorgente" musica, buon giorno etc etc 

ma mi sembrava limitativo (sopratutto la configurazione di interazione con server esterni...)

Girando alla ricerca di "domotica" un po' piu completa (e programmabile, viste le mie predisposizioni) mi sono imbattuto in un bel sito in italiano ricco di informazioni e guide: inDomus.it


La prima scelta è stata quello di avere un "HUB" (chiamiamolo centro di controllo) o sul cloud Amazon/Google/Apple oppure... averne uno personale che puo' offrire piu flessibilità.

 

Ho scelto la seconda ed in particolare "Home Assistant" e tra le sue modalità

HASSIO
HASSIO su Docker
Home Assistant Core su Raspbian

prima ho scelto Hassio, piu facile da configurare alle prime armi ma un poco piu pesante della versione "core", infatti ora sto lavorando sull'installazione "core".

 

Ho dovuto ricominciare da 0, quindi..

Fase 1) avere un Raspberry pi configurato e funzionante:

avendo un PC Windows e volendo  semplificarmi la vita, ho usato "Raspberry pi Imager", scaricandolo Qui ed installandolo su PC;

Lanciato, scelto l'OS

scelto "Raspberry Pi OS (32bit)"


Selezionato la microSD
e cliccato “Write” per installare la distribuzione.

A questo punto bisognerà aspettare parecchio per la fine dell'operazione (dovrà scaricare l'immagine, prima, e scrivere sulla SD dopo) 

 

Finito di scrivere su SD, è necessario attivare la funzionalità SSH Server di Raspbian per dare modo di collegarci da remoto.

Per far ciò è sufficiente creare un file chiamato “ssh” (senza alcuna estensione né contenuto) e copiarlo all’interno della partizione “boot” presente sulla microSD appena configurata. Nient’altro.

finito ciò, si mette la scheda SD nel Raspeberry pi, si colelga il cavo di rete e si alimenta.

 

Prima di proseguire è conveniente recuperare l'indirizzo di rete del raspberry: 

- se si è collegati con monitor e tastiera, basta aprire unafinestra di comando (programma "Terminal") e scrivere:

sudo ifconfig

ottenendo in risposta qualcosa del genere


da cui si ricava l'indirizzo 192.168.1.120

- se invece Non si ha monitor e tastiera collegati, conviene collegarsi al router casalingo (solitamente tramite browser al 192.168.1.1) da cui si ricava l'ip del raspberry, e dove conviene, a questo punto, forzarlo a rimanere fisso nel tempo (ogni router ha le sue peculiarità...).


Sul PC di appoggio bisogna poi installare un software per collegarsi in SSH al Raspeberry; io personalmente ho usato "PuTTY" scalicandolo da QUI e scegliendo la versione a 64-bit (versione .zip senza bisogno di installazione)



Primo aggiornamento

La prima cosa da fare è aggiornare il software. Per farlo, colleghiamoci via SSH al nostro Raspberry Pi ed eseguiamo i seguenti comandi:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade -y

una volta terminata la procedura automatica di aggiornamento, riavviare il Raspberry Pi con il comando:

sudo reboot

 

Installare Home assistat (guida usata)

Bisogna installare Python e le relative dipendenze con i seg comandi:

sudo apt-get install python3 python3-venv python3-pip python3-dev -y
sudo apt-get install build-essential libssl-dev libffi-dev libopenjp2-7 libtiff5 libjpeg-dev -y

Dopodiché creiamo un’utenza dedicata a Home Assistant, chiamandola “homeassistant“:

sudo deluser --remove-home homeassistant 
sudo useradd -rm homeassistant -G dialout
Creiamo ora una directory temporanea per l'installazione del server e cambiamole i diritti attribuendoli all’utenza appena creata:
cd /srv
sudo mkdir homeassistant
sudo chown homeassistant:homeassistant homeassistant

Creiamo l’ambiente virtuale nel quale eseguire Home Assistant:

sudo su -s /bin/bash homeassistant
cd /srv/homeassistant
python3 -m venv .
source bin/activate

Una volta creato ed acceduti all’ambiente virtuale (N.B. c'è il cambio di prompt), è necessario installare un package ad hoc per Python:

python3 -m pip install wheel

Infine, installiamo Home Assistant tramite il comando:

pip3 install homeassistant

Avviamo, Home Assistant, eseguendo il comando:

hass -v

Il primo avvio farà sì che venga creata automaticamente la cartella “.homeassistant” sotto il path “/home/homeassistant” e vengano installate le dipendenze primarie, sempre automaticamente.
 

Questa operazione su un RaspberryPi[1] ha impiegato quasi un oretta... infatti Home Assistant, alla sua prima esecuzione, provvederà all’installazione e alla configurazione automatica di tutta una serie di componenti accessori.
Sapremo che l’attesa è finita quando vedremo a schermo la scritta:

INFO (MainThread) [homeassistant.core] Starting Home Assistant

Terminata l’attesa sarà possibile collegarsi (tramite il browser del proprio computer di appoggio) all’interfaccia web di Home Assistant presso il seguente indirizzo:

http://raspberrypi:8123

oppure, se cosi' non funzionasse, bisognerà usare direttamente l'indirizzo ip del rasperry http://xxx.yyy.zzz.kkk:8123